17 Gennaio 2014 | Commenti disabilitati su The Italian Council for a Beautiful Israel | By Dario Coen

The Italian Council for a Beautiful Israel

A nome mio personale e dell’intero consiglio dell’Italian Council for a Beautiful Israel desidero ringraziare tutti. Il presidente della commissione ambiente di Roma Capitale on.  Athos De Luca con il quale è decollata l’iniziativa, le scuole ebraiche Renzo Levi (rav Carucci, la prof. Liberati) e la scuola Regina Margherita (prof. ssa Nuccitelli) con oltre 100 ragazzi , il Ministro dell’Istruzione on. Maria Chiara Carrozza ed il suo staff, il Sindaco di Roma Capitale on. Ignazio Marino, il suo staff ed il cerimoniale, la segreteria del Sindaco Carla Di Veroli, la Sovraintendenza dei beni culturali dott. ssa Cerioni, rav Riccardo Di Segni, l’assessore all’ambiente del Comune di Roma Capitale on. Estella Marino ed il suo staff in particolar modo Riccardo Camilleri, tutto il I Municipio di Roma Capitale il presidente Sabrina Alfonsi, gli assessori Anna  Vincenzoni ed Alessandra Ferretti, il servizio giardini con Claudio Turella, la sicurezza, l’Ags, il commissariato, la polizia municipale, l’ambasciatore dello Stato d’Israele Naor Gilon ed il gruppo Smemoranda (Nico Colonna e Valeria Bodanza) senza i quali non avremmo potuto festeggiare a Roma Tu bishvath 5774. Un evento che tutta la città ricorderà con piacere. Invito tutti ad andare a vedere la targa ed i giardini restaurati fra Viale Trastevere e Viale Morosini. Una gran bella soddisfazione, un bel dono che una associazione ambientalista e per il decoro urbano come la nostra può e deve fare alla città.

17 Gennaio 2014 | Commenti disabilitati su Capodanno degli alberi 5774 Tu bishvath | By Dario Coen

Capodanno degli alberi 5774 Tu bishvath

Quando l’Onnipotente creò Adamo, lo condusse a fare un giro nel giardino dell’Eden.

Gli disse: “Guarda le mie opere quanto sono belle e meravigliose! Le ho fatte tutte per voi. State bene attenti a non spogliare e distruggere il mio mondo, perché se lo farete, nessuno potrà porvi rimedio”. Dio prese Adamo e lo collocò nell’Eden per lavorarlo e custodirlo.

Gli Ebrei nascono come popolo di pastori poi anche agricoltori e quindi imparano presto a commemorare le proprie feste sublimando i cicli della natura: la semina, il raccolto, le primizie, gli alberi. Rispettare la natura attraverso l’osservanza di queste feste è alla base di una armonia tra l’uomo e il creato. Natura come dono divino con il dovere di rispettarla per poi avere il diritto di goderne i frutti. In questo rispetto per il creato viene anzitutto il nostro prossimo affinchè ognuno abbia la sua parte nel godere dei frutti della natura. Così l’angolo del campo coltivato non sarà raccolto e così tutti i frutti affinché la vedova, lo straniero, il viandante e il povero possano goderne senza umiliarsi a chiedere. Il rispetto della natura per una società più giusta e solidale.

La terra ogni 7 anni dovrà riposare: una lungimiranza confermata oggi dalle norme di tutela ambientale.

Tu Bishvat (detta anche Rosh-ha-shanà Lailanoth: capodanno degli alberi) cade il 15 di Shevat secondo il calendario ebraico che, essendo lunare (più aderente ai cicli della natura), non corrisponde ad una data fissa del calendario gregoriano. La pioggia è caduta abbondante durante l’inverno, ora la linfa scorre negli alberi e cominciano a nascere i primi germogli che rappresentano la promessa di un raccolto abbondante. La tavola viene imbandita con tanti frutti soprattutto quelli caratteristici della terra di Israele: melograno, fichi, uva, datteri, olive, grano orzo, ecc…

Dario Coen Tu Bishvath Roma

Oggi è divenuta anche e soprattutto festa della piantagione e si celebra questa festività mettendo a dimora una pianta a simboleggiare la rinascita della natura.

Il legame tra essere umano e natura è molto forte in Israele, dove c’è l’usanza di piantare un cedro in occasione della nascita di un maschio e un cipresso nel caso di una femmina. Una volta cresciuti, alcuni rami di queste piante verranno usati per il baldacchino nuziale.

Ma l’albero da frutto ha anche il significato di patto tra le generazioni: ad un anziano che piantava un albero di carrube venne chiesto se il poco tempo di vita che gli rimaneva gli avrebbe permesso di goderne i frutti. Lui rispose che come i suoi padri avevano piantato per lui, così oggi lui piantava per i figli e i nipoti.

Ma in questa festa di Tu Bishvat c’è un altro significato davvero singolare: in questa data si fissavano le decime cioè quella parte del raccolto che, a seconda delle annate, veniva destinato ai Leviti. In pratica si trattava di una tassa. Può apparire inverosimile che una tassa venga celebrata e inserita in una festività. In realtà se si tiene conto che l’ebraismo da sempre ha anelato ad una società retta secondo giustizia, non deve meravigliare questa concezione di gioiosa partecipazione ad una più equa distribuzione delle ricchezze. In uno stato moderno, e qui il valore della lungimiranza della festa di Tu Bishvat, la tassazione non ha più il significato dell’odioso balzello che nel medioevo il sovrano imponeva ai suoi sudditi per soddisfare i propri capricci, ma rappresenta il mezzo attraverso il quale la comunità recepisce quelle risorse necessarie a erogare servizi a tutti. Chi ha la fortuna di avere di più contribuisce maggiormente anche a favore di chi non è in grado di dare nulla. La festa di Tu Bishvat va considerata anche in questa ottica di riequilibrio sociale.

17 Gennaio 2014 | Commenti disabilitati su The Italian Council for a Beautiful Israel | By Dario Coen

The Italian Council for a Beautiful Israel

logo_BISono molto onorato che sia toccato a me il compito di tenere questo discorso inaugurale, che segna l’inizio delle attività di Beautiful Israel in Italia e di fatto ne sancisce la nascita. Come medico, ho speso la mia intera vita professionale alla cura e alla tutela della salute delle persone e questa mia condizione mi ha permesso di rendermi conto di quanto sia importante, anzi doveroso, dedicarsi alla salvaguardia dell’ecosistema per le sue ricadute su noi tutti.

Ringrazio gli ospiti che sono intervenuti a questa serata: nelle nostre intenzioni volevamo un pubblico eterogeneo e siamo lieti di aver centrato il nostro obiettivo. Qui sono rappresentati ad altissimo livello vari mondi: quello della medicina, dell’ambiente, della cultura, dell’università, del cinema, delle arti, delle istituzioni, dell’imprenditoria, della società civile e di quello ebraico che ne interseca molti. Con tutti voi vogliamo dialogare senza steccati e senza preclusioni, certi che più multidisciplinare sarà il nostro approccio, maggiore sarà il pubblico che riusciremo a raggiungere e più efficaci i risultati che otterremo.

L’Ebraismo attribuisce uno straordinario valore alla vita ed il rispetto per l’ambiente ha radici antichissime, accompagnando la storia dell’uomo fin dalle origini: la custodia del mondo è, infatti, uno dei primi compiti affidati ad Adamo, che fu posto nel Giardino dell’Eden  “per lavorarlo e custodirlo” come recita il versetto della Genesi..  Dei 613 precetti biblici che l’ebreo dovrebbe osservare ben 213 sono legati direttamente o indirettamente alla tutela della salute o al rispetto dell’ambiente: perchè se la normativa biblica si propone da un lato di elevare l’essere umano sul piano etico, dall’altro non trascura affatto il benessere fisico dell’individuo, il suo inserimento in un contesto sociale sano, con una particolare attenzione al rispetto dell’ambiente. Nella letteratura talmudica molte e precise sono le disposizioni che riguardano  i comportamenti a tutela dell’intera collettività, come ad esempio, il divieto di lasciare sporcizia nei campi, l’obbligo di dotare ogni centro abitato di opportuni scarichi, il divieto di contaminare le fonti d’acqua, evitare l’eccessivo sfruttamento del terreno lasciandolo riposare ogni sette anni, la rotazione delle culture nei campi e molto moltissimo altro. Disposizioni di rispetto ambientale che  hanno consentito agli ebrei di essere meno colpiti, rispetto alle altre componenti della società, dalle grandi epidemie che hanno flagellato l’Europa nei secoli scorsi, anche se per questo sono state scatenate contro gli Ebrei assurde accuse di stregoneria o di altri malefici.

Fin dalla sua nascita Israele ha dovuto affrontare sfide difficilissime dal punto di vista ambientale: tra queste ne cito solo alcune come la lotta alla desertificazione, l’agricoltura su terreni aridi o salini ritenuti fino ad allora inutilizzabili, l’utilizzo ottimale delle scarse risorse idriche, lo smaltimento dei rifiuti. In alcuni casi, prima di arrivare al successo, sono state intraprese e perseguite strade sbagliate e spesso è stato necessario adottare approcci diversi e manovre correttive. Ad esempio si è passati da una politica di contrasto al deserto ad una di convivenza con il deserto stesso selezionando ortaggi, futta e verdure capaci di crescere in terreni ostili magari con acqua salmastra: una risposta concreta al problema della fame nel mondo. Si tratta di uno straordinario patrimonio di ricerca e di esperienza che crediamo fortemente valga la pena di essere condiviso a tutti i livelli.

Beautiful Israel ha realizzato in Israele un approccio ecologico a 360°: per mezzo di centri educativi permanenti ed unità mobili si insegna nelle scuole, si promuovono corsi e progetti rivolti a tutte le componenti della società, dalle forze armate ai centri anziani incoraggiando non solo un corretto approccio nei confronti della natura, ma anche incentivando attività di flori-ortocultura nella convinzione che i cambiamenti più radicali e di lunga durata possano realizzarsi solo con un massiccia, puntuale e capillare azione educativa e formativa. Il principio che ispira Beautiful Israel è che ogni cittadino debba assumersi non solo la responsabilità ma debba sentire l’impulso  alla cura e al rispetto dell’ambiente. Principio su cui saldamente poggia le sue basi anche il neonato Consiglio Italiano. Beautiful Israel conta in Israele 2000 volontari provenienti da tutti i settori della società: ci sono ebrei, musulmani, cristiani, religiosi e non, drusi, beduini. A questi volontari si affiancano personaggi pubblici di primo piano e importanti professionisti del settore.

Oggi tutte queste esperienze e tante altre, frutto del design e della green tecnology israeliana vengono messe a disposizione di chiunque voglia avvalersene: il braccio italiano di Beautiful Israel si propone di favorire la creazione di reti, lo scambio di esperienze, il networking, la cooperazione internazionale tra aziende, professionisti, amministratori pubblici o anche semplici cittadini. Punta inoltre a promuovere progetti formativi, happening, eventi e ogni altra iniziativa tesa al solo fine di rendere più bello, più pulito l’ambiente per consegnarlo migliore alle future generazioni.

Molte sono le iniziative già in cantiere: allestimenti verdi, incontri con aziende leader nel settore delle tecnologie green, mostre di eco designer, iniziative formative, progettazione e realizzazione di giardini tematici…seguiteci, teniamoci in contatto ed iniziamo a lavorare insieme.

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